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NEXT> ALE ANGUISSOLA FT. ANA FLORA – “PENSO CHE TI PENSO”

Da oggi, venerdì 12 giugno, è in radio e disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download “PENSO CHE TI PENSO” (Etichetta ed Edizioni Musicali Alessio Brocca, distribuzione Idm – Italy Digital Music) il nuovo singolo del cantautore Ale Anguissola, polistrumentista e artista poliedrico. Il brano, prodotto da Gigi De Rienzo (già produttore artistico di Pino Daniele ed Edoardo Bennato) è impreziosito dalla calda voce della cantante brasiliana Ana Flora.

Il brano vede la partecipazione di musicisti d’eccezioneGigi De Rienzo (chitarre, tastiere), Piero De Asmundis (piano), Agostino Marangolo (batteria), Franco Giacoia (chitarre), Robertinho Bastos (percussioni, cori), Ana Flora (voce).

Il video del brano, che vede la regia di Alex Belli (AxB Production) e la partecipazione dell’attrice e modella venezuelana Delia Duran. Le immagini ci permettono di viaggiare tra Cuba e l’Italia, e sottolineano un dialogo intenso tra queste due anime.

«”Penso che ti penso” è una preghiera – racconta Ale Anguissola – un dialogo che avvicina due mondi. Due culture e due destini lontani ma vicini nel cuore. L’atmosfera è allo stesso tempo solare, ma con una leggera ombra di malinconia. Un po’ come in tutta la mia musica, dove convergono culture musicali differenti, che mi permettono di attraversare atmosfere molto lontane tra loro».

«La musica di Ale Anguissola è figlia di mondi diversi – spiega Gigi De Rienzo – da una parte la tradizione alta della canzone d’autore italiana, dall’altra l’incontro con le musiche del mondo, un insieme che continuamente si ricombina e si ricolora. Il lavoro dei bravissimi musicisti che hanno partecipato ha teso a far affiorare tutto questo. Perfettamente a suo agio in questo tessuto , Ale racconta di posti, di persone , di desideri, sempre con un mezzo sorriso, e non riesci a capire mai del tutto se sia meraviglia o disincanto».

Ale Anguissola (all’anagrafe Alessandro Anguissola d’Altoè) è nato a Cremona nel 1965 e si autodefinisce “un folle”! Ha seguito studi classici, poi una Laurea in economia in Italia e una Laurea in marketing in USA. Da sempre coltiva una passione profonda per la musica, suona il pianoforte, la chitarra e il sassofono. Ma la vita lo costringe a scelte diverse e per anni si dedica al lavoro, diventando CEO di varie società. Per lavoro e per passione viaggia in tutto il mondo, ma non smette mai di dedicarsi alla musica e continuare a studiare (attualmente sta studiando armonia). Fino ad oggi, con la scelta di provare ad andare oltre, e condividere la musica che ha coltivato per tutta la vita con chiunque voglia ascoltarla!

LEDA – ECCO IL VIDEO DI “DERIVA”

Deriva” è la ballata dell’album “Memorie dal Futuro” dei Leda. Le parole del testo, adattate e riassemblate in funzione della musica scritta dal gruppo in sala prove, provengono da una poesia dello scrittore Francesco Ferracuti, che a proposito afferma: “Ad ogni cambiamento dentro di noi ci troviamo di fronte ad una piccola morte ed una rinascita; diventiamo diversi da come eravamo. Questo ciclo è accompagnato dal dolore, è la condizione che definisce la vita. Tuttavia, per istinto, spesso ci rifiutiamo di cambiare per non soffrire, ma è inevitabile e resistere all’inevitabile, non accettandolo, mette ognuno di noi in enorme difficoltà”.

Il video di “Deriva” è un’animazione con la tecnica dello stop-motion, una tecnica antichissima che nasce dall’esigenza di muovere i disegni. L’incontro tra i Leda e l’artista e coreografo Davide Calvaresi, avviene per una collaborazione tra Davide e la frontwoman Serena Abrami, nei corti ”I sogni di Carlotta”. E’ proprio Carlotta ad essere la protagonista di questo videoclip, personaggio nato per caso durante una pandemia, da uno scarabocchio fatto al telefono. “Ad un certo punto” – dichiara Davide – “Carlotta si è staccata dal foglio dove era stata disegnata, ha iniziato a camminare e poi a correre fuori velocissima. Questo viaggio inizia da un sogno, Carlotta vuole fuggire da tutto, ma in realtà non scappa da niente.”

Davide Calvaresi artista e coreografo, nato nel 1981 a Offida (AP), frequenta l’istituto d’arte O.Licini di Ascoli Piceno e nel 2005 si laurea all’Accademia di belle arti di Carrara. Crea dispositivi visivi che attraversano diverse discipline, dalla videoart alla coreografia digitale. Nel 2019 con il film “Olmo” vince il Globo d’Oro come miglior cortometraggio. Con il corto “Save” nel 2018 riceve il primo premio per il concorso Tempo Limite a cura della Fondazione Cineteca Italiana di Milano e per il concorso Artigiani Digitali a cura di Toscana Filmmakers Festival. Nel 2011 è tra gli assistenti alla regia nell’allestimento del nuovo lavoro di Antonio Latella “Don Giovanni a Cenarteco.” Vince nel 2010 il Premio Nuove Sensibilità organizzato da Nuovo Teatro Nuovo, Teatro Pubblico Campano, insieme al Teatro Stabile delle Marche/Amat, Fondazione Teatro Piemonte Europa. Dal 2005 dirige la compagnia 7-8 Chili con i quali cura la regia di “Buio”, “Ossi di seppia” e “Replay”, quest’ultimo finalista al Premio Equilibrio Roma 2013 e presente al 8°Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia.

MEAZZA VINCE IL FESTIVAL DI SANNOLO CON “MARI STREGATI”

Dopo l’esordio a marzo con il singolo “STRxxxO” prodotto da Ioska Versari e distribuito da Artist First, il freschissimocantautore it-pop MEAZZA torna a farsi sentire, partecipando all’edizione digitale del Festival di Sannolo – web edition. E vince con “Mari Stregati”, una canzone leggera che dispensa fiducia in questo particolare momento storico, dedicata a quanto di più caro ci rimane intorno, nonostante le difficoltà da sfidare e superare. Il brano è anche rivolto alla stessa Milano, città in cui MEAZZA è nato e vive da 25 anni, a volte musa ispiratrice e a volte scenografia preferita di alcune delle immagini più distintive delle sue canzoni.

In pubblicazione su tutte le piattaforme digitali dal 19 giugno, è già online il videoclip, girato necessariamente in casa durante il periodo di lockdown. Con un unico piano sequenza, MEAZZA si riprende e cattura anche il mondo che lo circonda. E così abbraccia visivamente il panorama dei tetti di Milano alle sue spalle, Milano che entra ogni giorno nella stanza in cui nasce la sua musica: tutto quanto di più caro per Meazza (come lo stadio), visto insieme sulle note di “Mari Stregati”.

NEXT> CATERINA PRESENTA IL VIDEO “IL CIELO IN UNA SCATOLA”

In attesa di poter tornare alla sua dimensione più affine – quella live, di riabbracciare il suo pubblico, e del nuovo singolo estivo, Caterina presenta un nuovo videoclip: è “Il cielo in una scatola”, per la regia di Matteo Scotton su un suono romantico e imponente firmato Clemente Ferrari e Gnu Quartet.

Il brano, estratto da “Caterina”, il disco d’esordio della giovane cantautrice, parla del destino: tra fatalità e consapevolezza lei sceglie di fare l’equilibrista. A differenza della famosa “stanza che non ha più pareti”, ne “Il cielo in una scatola” è circondata da muri. Ma ha anche ali, finestre da cui si vedono infinite distese di alberi in movimento, paesaggi che cambiano, il cielo sopra, sotto e intorno. “La zingara che ci abita”, sogna una vita che, come in una scatola, può essere spedita alla scoperta di quel mondo fuori e del proprio futuro.

Il nuovo videoclip arriva dopo il successo della prova di Caterina alla regia: sono oltre 100.000 le visualizzazioni del video “casalingo” di Duemilacredici che ha interamente realizzato e prodotto durante i giorni del lockdown.

Il disco (Fiabamusic/Artist First), che ha debuttato nella top ten dei dischi più venduti in Italia su iTunes, è arrangiato da Clemente Ferrari e, in dieci tracce racchiude tutto il mondo dell’artista trentina: uno spazio fatto di musica, in cui vita e canzoni sono le due facce della stessa medaglia. E così nei brani di “Caterina” sono incise le sue impronte digitali, il suo carattere, le sue emozioni: c’è il sole, ma senza nascondere il buio, si trova l’empatia al fianco della leggerezza, s’incontrano la sensibilità e la determinazione.

L’album è stato prodotto da Piero Fiabane, registrato e arrangiato da Clemente Ferrari che ha anche suonatotastiere, clarinet, hammond, synt, fisarmonica, programmazione e bassi, con Davide Aru alle chitarre, Cristiano Micalizzi alla batteria, e gli GnuQuartet agli archi. Pierpaolo Ranieri ha suonato i bassi di “Cemento” e “Il cielo in una scatola”. Il disco è stato mixato da Marco Dal Lago e il mastering è di Maurizio Biancani, le voci sono state registrate presso lo studio dei The Bastard Sons of Dioniso e curate da Jacopo Broseghini. I cori sono di CaterinaClemente FerrariJacopo Broseghini e Federico Sassudelli.

Questa la tracklist del disco: 1. SOFFIO, 2. O2, 3. QUANDO, 4. FIORELLINO, 5. CEMENTO, 6. LA TUA COLLEZIONE feat. ANANSI, 7. IL CIELO IN UNA SCATOLA, 8. OCCHIALI, 9. NON TI HO DETTO MAI, 10. DUEMILACREDICI.

NEXT> IRENE GHIOTTO PRESENTA IL VIDEOCLIP DI “LE COSE”

Esce oggi, martedì 9 giugno, “LE COSE” il nuovo videoclip di IRENE GHIOTTO, brano estratto da “Superfluo”, secondo album di inediti dell’artista vicentina, vincitrice di AreaSanremo nel Dicembre 2012, in gara alla 63ª edizione del Festival di Sanremo nel 2013 nella categoria ‘Nuove proposte’ con il brano “Baciami?” e vincitrice del Premio Bianca D’Aponte nel 2015.

Parlando della canzone Irene Ghiotto ha dichiarato: Il brano, che chiude il disco, si presenta come delicatamente altro, rispetto alla spinta ritmica di tutte le tracce precedenti. È l’unica composizione a non essere stata eseguita sulle fondamenta della scarna (per quanto possente) sezione ritmica. Eppure, nella sua delicatezza e sotto il flusso delle sue curve melodiche, ‘Le cose’ mantiene alta la poliritmicità e la narrazione caleidoscopica, su cui tutto il disco si in-trattiene.

Il videoart sviluppa un montaggio lento, calcato sulla coesione alle parole cantate. Le riprese, spesso in primissimo piano, ritraggono una bambolina – studio di anatomia femminile in miniatura – che oscilla lieve sotto la spinta di accadimenti involontari, cedendo (infine) alla forza della gravità. Se lo lascia fare, perché lo può sopportare. E dopo che lo avrà sopportato, e sarà sopravvissuta, percepirà il proprio corpo nuovamente lieve, pulito, immacolato.

Le pose assunte dalla bambolina sono pose innaturali, sghembe, disarticolate. Il volto ne è sempre rimosso. Lo sguardo c’è però: è quello che di chi guarda con cura e delicatezza l’atroce compiersi delle cose. Le cose accadono e l’emozione non è altro che l’accorgersi delle cose nel momento dell’accadimento. È tutto l’intorno inanimato, filtrato nel sensibile.

L’umanità è dove l’oggetto simboleggia.

Il femminile compie il più grande gesto di umanità.

Concept: Irene Ghiotto e Riccardo Fochesato

Riprese, montaggio e post-produzione: Riccardo Fochesato

NEXT> Matteo Faustini – Ecco il video del nuovo singolo “Vorrei (La rabbia soffice)”

«Il video di “Vorrei (La Rabbia Soffice)” è un viaggio a matriosca – racconta Matteo Faustini – un’esplorazione verso le stanze del cuore, verso mondi interiori poco conosciuti, con moltissime chiavi di lettura. È la rappresentazione visiva di tutto quello che provo quando suono questo brano e quando viaggio con la musica».

“Figli delle Favole” è un concept album incentrato sul mondo delle favole e sugli insegnamenti che possiamo trarre da esse. Prodotto da Enrico “Kikko” Palmosi e Mario Natale, il disco affronta, con l’utilizzo di metafore e giochi di parole, temi importanti come il bullismo, razzismo, omofobia e celebra l’amore nelle sue molteplici forme.

L’album contiene inoltre il brano “Nel Bene e Nel Male”, in gara al 70° Festival di Sanremo nella categoria “Nuove Proposte” e vincitore del “Premio Lunezia per Sanremo” per il suo valore musicale e letterario.

Questa la tracklist di “Figli delle Favole”: “La Bocca Del Cuore”, “Nel Bene E Nel Male”, “Si, Lei È”, “Vorrei (La Rabbia Soffice)”, “Il Cuore Incassa Forte”, “Figli Delle Favole”, “Un Po’ Bella Un Po’ Bestia”, “Come Lo Stregatto”, “Il Gobbo”, “Lieto Fine?”, “Nel Bene E Nel Male (Unplugged Version)”.

Matteo Faustini, classe 1994, è un cantautore bresciano che ha iniziato a muovere i primi passi nella musica fin da bambino, partecipando a diversi concorsi musicali. Nel 2007 entra a far parte del coro delle voci bianche della Scala di Milano, mentre negli anni seguenti si mette in gioco con il teatro, entrando così a contatto con un mondo a lui nuovo e allo stesso tempo stimolante. A 18 anni sente il bisogno di esprimersi attraverso la musica, intraprendendo così un percorso cantautoriale e sviluppando una forte esigenza di sperimentazione e ricerca musicale. Parallelamente agli studi in Scienze Linguistiche e Letterature Straniere, Matteo partecipa e vince vari concorsi musicali come “La VOCE di Lodi – The Tunnel” (incluso il premio della critica assegnato dalla cantautrice, compositrice e musicista Andrea Mirò) e il “Festival della Canzone – Città di Arese”, si classifica al secondo posto e vince il premio come miglior inedito al “Premio Franco Reitano” e si aggiudica una borsa di studio presso la “Lizard Accademie Musicali”Nel 2017 viene selezionato come finalista ad Area Sanremo ed è la voce della tribute band “Smooth Criminals”, con la quale ha portato in giro per l’Europa il mito di Michael Jackson. Negli ultimi due anni, Matteo ha intrapreso la sua carriera di insegnante di scuola primaria e ha scritto più di 50 brani (alcuni dei quali insieme a Marco Rettani) come “Nel Bene e Nel Male”, in gara al 70° Festival di Sanremo nella categoria “Nuove Proposte” e vincitore del “Premio Lunezia per Sanremo” per il suo valore musicale e letterario.

NEXT> Monteiro presenta “Tulipani”

Monteiro (vero nome Manuel Monteiro Mancini) è il cantautore riccionese classe ’90 nato da padre brasiliano e madre romagnola. “Tulipani” anticipa l’uscita di un EP.

Come è nata Tulipani?

La canzone è nata dopo che avevo deciso di smettere di fare musica. Ho passato più di un anno senza toccare la chitarra e la tastiera. Forse per le troppe aspettative che mi creavo, in parte ero deluso. Ho avuto bisogno di stare fermo, allenare la mente, un po’ come fanno gli sportivi prima di una gara…e nel momento in cui stavo dando l’aspirapolvere in casa è nata Tulipani, avevo in testa il giro iniziale (oh oh oh) e da li ho riaperto Logic e ho iniziato a fare una pre-produzione del brano che poi conoscete oggi. Devo ringraziare Saverio Grandi per aver capito quello avevo in mente, senza di lui non ci sarebbe tutto questo. In verità ho più di 100 canzoni ferme nell’hard-disk, nel cellulare, nel tablet, ogni volta che ho un’idea in qualunque posto la annoto su qualsiasi dispositivo che ho a portata di mano, stiamo scegliendo le canzoni per fare l’EP entro l’anno.

Ci racconti la realizzazione del videoclip?

La realizzazione del videoclip è stata molto semplice in sé, non abbiamo utilizzato particolare strumentazione, però abbiamo scelto di optare un po’ più per il vintage. È stata usata una mini dw degli anni ’90 per ricreare l’effetto che poi vedete nella post produzione. Giulia Bordoni, la protagonista del video, è un’amica e ho subito pensato a lei quando è stato scelto di utilizzare una ragazza come protagonista. D’altronde la canzone si chiama Tulipani, è una canzone a colori, serviva anche una ragazza che rappresentasse il testo e lei è stata perfetta come la location, ci siamo ritrovati a Villa Tamara, immersi nel verde della Valconca a due passi da Riccione, è un bed&breakfast di lusso. Omar Migani, il video-maker, ha capito tutto quello che avevo in testa e lo ha trasformato in video mettendoci in gran parte anche del suo. In una giornata lo abbiamo realizzato.